Telefono erotico: la storia di Daniela

Mi chiamo Daniela, ho 22 anni, ed ho appena preso la laurea triennale in Lettere Moderne a Roma. Provengo da una famiglia modesta e, per laurearmi e non pesare troppo sul bilancio familiare, ho dovuto trovare un lavoro, così come fanno molti studenti universitari nella mia stessa situazione.
La cosa che probabilmente mi differenzia dalle altre ragazze è che per mantenermi gli studi, ho lavorato in un numero erotico.
Sono sicura che questa mia affermazione possa scatenare, reazioni di disappunto.
Ma io vorrei, per un attimo, senza essere giudicata a priori, spiegare come funziona e che non c’è nulla di male nel fare una scelta del genere.
Questo lavoro “moralmente discutibile”, potrebbe aiutare, invece, molte ragazze, che sono attualmente alla ricerca di un lavoro ben pagato, permettendogli di mantenersi gli studi universitari.
Infatti, il settore dei telefoni erotici, secondo le statistiche, non risente della crisi e, quindi, è sempre pronto ad offrire ottimi posti di lavoro.
Ecco la mia storia.
Sono arrivata a Roma quasi 4 anni fa, ho trovato un appartamento da condividere con altre 3 ragazze e mi sono messa alla ricerca di un lavoro per cercare di pesare il meno possibile, se non del tutto, sul reddito medio-basso, dei miei genitori.
Dopo vari tentativi e molti “no, a causa della crisi” e qualche “le faremo sapere”, una mia amica dell’Università, mi ha parlato della possibilità di guadagnare lavorando in una linea telefonica erotica per adulti, come lei stava già facendo.
Mi disse che al telefono erotico 24 pagavano regolarmente, che si poteva lavorare la sera (senza intaccare il tempo destinato all’Università), che era possibile scegliere quante ore dedicare alle telefonate, che si poteva fare anche da casa e che erano quasi tutte ragazze universitarie a farlo.
Onestamente, in un primo momento, sono rimasta un poco sconcertata, non sapendo cosa dire. La mia amica studiava fisica e mi era sempre sembrata una ragazza ” a posto”.
Ella, notando la mia reazione, aggiunse che non era un lavoro tipo “squillo” ma si trattava solo di “intrattenere” al telefono degli sconosciuti e prendere una commissione per ogni minuto di conversazione: si poteva arrivare a guadagnare molto bene, con solo 2 ore di lavoro!
Presi qualche giorno di tempo per pensarci ma alla fine accettai, pensando che, prima di tutto, nessuno avrebbe mai visto il mio volto ma solo “ascoltato” la mia voce, e poi, dopo qualche prova, se proprio non mi fossi sentita a mio agio, avrei potuto sempre lasciare il lavoro senza problemi.
E così iniziai la mia esperienza con il telefono erotico…. Ma l’inizio, fu veramente imbarazzante!
Le prime telefonate erano veramente imbarazzanti: in molti rimanevano in silenzio e stava a me “dare il via” alla conversazione. Dopo le prime serate dedicate al telefono erotico sono arrivati anche i pagamenti, rapidi e puntiali.
Facendo i conti, l’entrata oraria che riuscivo a guadagnare era ben oltre qualsiasi lavoretto classico che potrei trovare alla mi aetà.
Lavorare per il telefono erotico è stata una fortuna che mi ha permesso non solo di concludere la mia laurea ma anche di progettare un futuro migliore.

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